5 minuti con... Alce Rossa | Giustacchini

5 minuti con… Alce Rossa

Oggi i 5 minuti con sono davvero speciali, perché li passeremo insieme ad Irene, che meglio conoscerete come Alce Rossa. Io Irene l’ho scoperta in uno dei mercatini Factory Market e mi sono innamorata delle sue illustrazioni e della sua dolcezza…

Prima cosa ci spieghi cos’è e come è nata ALCE ROSSA: è un nome super particolare e mi sono sempre chiesta quale sia il significato e come ti sia venuto in mente.(Pensate che per un sacco di tempo l’ho chiamata Alice pensando venisse da quello… GIURO!)

Eheh… sì è un nome originale, era il mio gioco preferito da piccola! Si gioca a squadre nei boschi, come ruba bandiera ma con dei numeri disegnati sulla fronte. Vince chi legge il numero dell’avversario eliminandolo e ruba la bandiera dalla casa nemica.

Amo i boschi, amo giocare, amo stare in compagnia.

Quando per timidezza ho deciso di creare un alter ego per firmare i lavori ho scelto questo, che suona anche un po’ come un allegro nome di guerriero indiano. Mi piace molto, è buffo, coraggioso e felice.

Alce rossa illustration

Come hai iniziato ad affacciarti a questo mondo?

Ho sempre disegnato e creato mondi nella mia fantasia. In un certo senso è qualcosa che ho sempre avuto dentro finché non ho scoperto che molto di quello che provavo era condiviso da altri e allora ho cominciato a raccontarlo. Questo è successo proprio per caso, facendo vedere dei disegni privati e rendendomi conto che siamo tutti sempre un po’ innamorati, che bellezza!

Non sei mai troppo grande per le coccole Alce Rossa

Oltre all’acquerello so che conosci molte altre tecniche… ce le racconti tutte?

Conosco alcune tecniche, sì, alcune che amo alla follia e altre che sono state fugaci compagne di viaggio. Sono passata per i colori ad olio mentre studiavo a New York e per gli acrilici, per le matite, le penne, i pennini e gli acquerelli, uno dei più grandi amori della mia vita. Amo tutto ciò che è coraggioso, che non può essere corretto e che non per questo è meno delicato. Così con l’acquerello l’altra mia tecnica preferita è l’incisione su metallo, tra acquaforte, acquatinta e ceramolle. Una tecnica antica che richiede pazienza ed entusiasmo e che permette di realizzare un numero limitato di copie tirate a mano. C’è un bellissimo video su youtube in cui mostro il processo dall’inizio alla fine.

La tecnica è solo lo strumento, il veicolo con cui comunichiamo pensieri ed emozioni, l’acquerello ha un potenziale enorme, è rapido e determinato come l’incisione.

Tecnica dell'incisione Alce Rossa

Come sono strutturati i tuoi corsi di acquerello e quali sono per te i valori fondamentali che cerchi di passare ai tuoi allievi?

I corsi che creo partono da zero per arrivare all’autonomia. Ogni lezione è propedeutica alla lezione successiva e gli argomenti sono distribuiti in modo che ogni allievo possa utilizzare quanto ha appreso per lavorare in autonomia a casa sulla base del livello raggiunto.

Mi baso sulle mie esperienze, i corsi che ho seguito sono sempre stati caotici, con argomenti a volte troppo semplici ed altre troppo difficili per poter essere seguiti. Prima dell’Accademia di Venezia mi sono laureata in lingue, quindi ho applicato il metodo con cui viene studiata una lingua alla creazione di un corso di acquerello. La pittura è un linguaggio meraviglioso e appreso per gradi da grandi soddisfazioni.

Molti arrivano dicendo di non saper disegnare, ma non importa, se vogliamo un disegno realistico scattiamo una foto, quello che conta è il rapporto mano cuore.

Il mio lavoro, quando insegno, è aprire quel canale, dare gli strumenti per permettere agli allievi di esprimersi, ampliare il loro vocabolario artistico e stimolare la loro manualità.

Come hai iniziato a fare corsi?

Ho iniziato perché mi veniva chiesto, un po’ di persone mi hanno domandato se potevo tenere un corso e così ho cominciato. Mi piace molto, perché è stimolante e mi gratifica vedere i risultati che si ottengono.

corso di acquerello

Qual è il ricordo più bello che ti porti a casa da tutti i tuoi corsi?

La soddisfazione degli allievi è il regalo più grande, specialmente i più timidi e impacciati, che alla fine sanno realizzare lavori per se stessi e sono così innamorati della tecnica che vogliono andare avanti a studiare. Appassionare le persone e far prendere loro coraggio è bellissimo, far sì che imparino ad esprimersi, a superare le difficoltà della tecnica per usarla nei propri lavori. Far sbocciare un amore è sicuramente una grande emozione.

Mentre qual è la cosa più assurda che ti è capitata durante un corso? (questa è una delle mie domande preferite!)

La cosa più assurda che mi sia mai capitata è davvero assurda. Era la prima volta che insegnavo, ero tesissima. Era un workshop di linocut, incisione su linoleum, e tra gli allievi c’era un signore simpaticissimo ma decisamente la pazienza che il linocut richiede non faceva per lui. Siamo entrati subito in sintonia e ci siamo fatti delle grasse risate. Era strano perché aveva moltissima confidenza con la matita ed era arrivato con dei bozzetti già pronti, ma non ci ho fatto troppo caso perché eravamo tutti presi dal linocut.

La giornata è passata leggera a suon di battute finché la sera non ho scoperto che era un famoso illustratore della città e che aveva addirittura vinto un Andersen (è un po’ il Pulitzer dell’illustrazione). Sono quasi svenuta! Per fortuna non me l’aveva detto prima! Siamo rimasti in contatto ed ha partecipato anche al corso seguente, incisione su zinco. Ora è uno dei miei illustratori preferiti e ancora ne ridiamo ogni tanto.

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2 Commenti

  1. Maria ha detto:

    Bellissimo! Non riuscite a organizzarlo anche di mattina? 😉

    1. Giustacchini Staff ha detto:

      Ciao Maria, lo terremo sicuramente in considerazione per i prossimi eventi! Grazie per averci lasciato la tua opinione 🙂

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