Bentornati a scuola: lettera di una prof agli studenti | Giustacchini

Bentornati a scuola: lettera di una prof agli studenti

È ormai ufficiale e ci accomuna tutti: l’anno scolastico 2018-2019 è iniziato.

In questo Settembre magnifico, in queste giornate calde e strabordanti di sole abbiamo fatto il nostro ingresso a scuola. In questo nostro appuntamento di Settembre vorrei rivolgermi direttamente ai ragazzi, attori protagonisti in questi giorni e nei prossimi nove mesi.
Già li immagino, anche perché vedo queste emozioni stampate sulle facce dei miei alunni. Alcuni felici, curiosi, ansiosi di imparare e di riempire libri e quaderni con le loro penne nuove e scintillanti. Altri rassegnati, spaventati o sconcertati per il fatto che non sanno esattamente cosa li aspetterà e soprattutto perché per alcuni stare a scuola non è sempre così bello.

Dopo una settimana di scuola io stessa come insegnante inizio a sentire la stanchezza, in queste notti non ho dormito troppo bene perché il mio cervello continua a campionare risposte, ipotesi, idee per fare in modo di fare breccia nelle menti dei miei nuovi alunni. Ve lo confesso:

sono spaventata all’idea di non essere accettata, di non farcela, di non arrivare.

Come ogni anno l’inizio della scuola è un momento che porta con sé alcune difficoltà. Quella che accomuna alunni e insegnanti è il cambiamento, lo stravolgimento del corpo docenti. Anche io ho delle classi nuove e sto cercando di impegnarmi al massimo per fare chiarezza e capire con chi lavorerò nei prossimi mesi. Ecco quindi il mio bisogno di rivolgermi direttamente ai ragazzi, ai vostri figli, ai miei alunni, perché credo che questo augurio possa forse aiutarli o sostenerli nei mesi a venire.

Cari ragazzi,

siete finalmente ritornati a occupare i banchi di scuola, a riempire con le vostre voci e i vostri passi aule vuote e corridoi deserti che iniziavano davvero a sentire la vostra mancanza. Finalmente tornate a occupare un posto importante nella vita dei vostri insegnanti che nei prossimi mesi vi dedicheranno gran parte del loro tempo e dei loro pensieri.

Molti di voi, immagino, non saranno entusiasti all’idea di dover svegliarsi ogni mattina presto, di dover caricarsi sulle spalle il peso dei libri e di dover poi studiare, produrre, rispettare scadenze. È per questo motivo che credo sia il caso di scrivervi due parole.

La scuola non è solo questo e lo sapete bene. La scuola è prima di tutto un vostro diritto, una vostra possibilità. La scuola è un ambiente pensato per voi in cui vivrete una serie di esperienze che vi insegneranno a diventare grandi.

Ogni giorno a scuola è un momento fondamentale, un momento che serve per completare il puzzle della vostra personalità, delle vostre emozioni. La cosa pazzesca è che siete voi, personalmente, a disegnare ogni tassello e a ritagliare ogni incastro. È una grande responsabilità, lo so. Per questo ogni mattina avete il dovere di andare a scuola con questa consapevolezza. Quelle ore, che spesso detestate, quel banco a volte troppo stretto, quelle materie spesso così noiose, quei compagni non sempre troppo simpatici sono il vostro trampolino di lancio per la vita. È fondamentale che ogni giorno vi alleniate per compiere poi, quando sarà arrivato il momento, il vostro spettacolare salto.

Vi capiterà di perdere la fiducia, a volte la noia vincerà su di voi, vi sentirete scoraggiati ma in questi momenti è di fondamentale importanza che impariate ad attaccarvi alla luce per riuscire a non sprofondare e anzi per cadere in piedi ed affrontare la scuola in modo positivo.
Non è facile e vi posso capire, è da una vita ormai che ogni mattina vado a scuola. Da quando insegno la forza per continuare, la tenacia nel cercare di dare il massimo me la date voi.

Sono i vostri occhi, le vostre domande, i vostri silenzi, le vostre provocazioni che mi convincono a scendere in campo ogni mattina.

Sono sicura che anche i miei colleghi condividano il mio pensiero. Dovete imparare a riconoscere il vostro potenziale, il fatto che nella scuola voi siete il cuore pulsante, questo dovrebbe riempirvi di orgoglio e magari anche spingervi a pensare. A cosa? Semplicemente a misurare il tempo che sprecate nei momenti in cui contestate, in cui vi ostinate a non collaborare, in cui regalate alla scuola il peggio di voi. Sono proprio questi momenti che vi priveranno per sempre di un’occasione. Perderete la stima dei vostri compagni, il filo di una discussione cruciale, la formula di matematica che vi aiuterà a risolvere più velocemente le espressioni, il supporto dei vostri insegnanti. Il mio consiglio, ragazzi, è quello di pensare prima di agire. Non è solo esagerando la caricatura del ragazzo simpatico che otterrete un ruolo di leader e di guida tra i vostri compagni, spesso è necessario che facciate un passo indietro, che non replicate per forza e soprattutto che non vi impegnate così tento per far crollare quelle ore che sono state pensate e costruite per voi. Frequentemente tra le vostre richieste c’è la fiducia, chiedete continuamente ai vostri insegnanti che investano in voi. Ma come ogni buon investimento il rischio deve essere ridotto al minimo e siete proprio voi i garanti di questo rischio. Occorrono compromessi, è vero, ma soprattutto in queste prime settimane è importante che consegniate ai vostri insegnanti la vostra immagine migliore. Lo sapete benissimo che se in una classe il clima è buono e collaborativo anche imparare risulta più semplice.

È questo il vostro compito, prima ancora dello studio. Il vostro compito è quello di essere il più possibile disponibili e accoglienti nei confronti dei vostri insegnanti. Poi il resto verrà da sé, fidatevi. Mi auguro che questo consiglio, questa mia richiesta possa accompagnarvi nel vostro anno scolastico e che magari vi convinca a mettervi in gioco in modo positivo! Sono più sicura che un buon inizio renderà meno pesante il vostro percorso. Infine cercate di essere il più aperti possibile e di fare tesoro di tutti gli stimoli, di tutti i saperi che vi stanno aspettando!

Buon anno, ragazzi!

Cri cri.
@cri_ppi

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