I compiti delle vacanze | Giustacchini

I compiti delle vacanze

È incredibile come le si aspetti con fremito e impazienza e loro sembra che scappino via, velocemente.
Ogni anno con le vacanze è sempre peggio, siamo già quasi alla fine di Luglio e quest’estate che pare non voler partire mai mi sta letteralmente scivolando tra le mani. Proprio questa mattina mi sono trovata a dare un’occhiata a tutte le cose che mi ero ripromessa di fare rendendomi conto del poco tempo che ci rimane. Mi sono spaventata, ho iniziato a fissare appuntamenti, a trovare tempo per finire uno dei libri che mi ero impegnata a leggere, a dare un’ultima revisione alle prenotazioni e alle guide per il viaggio estivo e a sgridarmi perché non mi sono mai alzata all’alba, come avevo giurato di fare, per camminare almeno per un’oretta a passo veloce.

Poi in realtà ho ripreso a respirare con calma cercando di convincermi che in vacanza non dovrebbero esserci calendari, scadenze, impegni, obblighi o promesse ma semplicemente la tranquillità di prendersi il tempo necessario per fare ciò che contribuisce al nostro bene.

i compiti delle vacanze

Questo è ovviamente l’ideale di vacanza, nella pratica quotidiana le giornate non scorrono così mollemente ed è assolutamente impensabile trascorrere tre mesi all’insegna dell’ozio e della goliardia.
Nelle ultime settimane di scuola una tra le domande più ricorrenti e insistenti è questa:

«Prof. ma lei li darà i compiti delle vacanze?»

Mi sono trovata a ragionare sulla famigerata questione del lavoro estivo più volte, confrontandomi con colleghi, famiglie, non addetti ai lavori ma chi mi ha aiutata a fare chiarezza in merito sono stati, come sempre, i ragazzi. Molti non li vedono di buon occhio e gli attribuiscono un significato punitivo, sembra quasi siano il verdetto di condanna che cade implacabile sul capo innocente di studenti meritevoli di riposo.

Per me non è proprio così. Sono una convinta sostenitrice del partito:

“Io sto con i compiti delle vacanze!”

e trovo che siano un appuntamento utile e uno strumento di estremo valore se ben pensati, strutturati e calibrati dall’insegnante.
Mi spiego. Ovviamente trovo inefficace e privo di senso propinare ogni anno il vecchio file contenente un elenco di libri, esercizi, pagine, temi che giace sul nostro pc alla voce: “Vacanze estive”. Come ogni cosa anche le indicazioni per l’estate devono essere create e strutturate affinché possano calzare alla perfezione sulla classe che stiamo per lasciare. Solitamente amo scegliere con i ragazzi quali saranno gli apprendimenti su cui soffermarsi durante l’estate, insieme disponiamo e costruiamo una bibliografia che possa guidarli nella scelta di un buon libro da portare sotto l’ombrellone. Cerco sempre di lasciare loro delle tracce personali con cui possano esercitarsi per migliorare la scrittura, consiglio film, dischi, mostre.

Insomma faccio in modo di calibrare esercizi di grammatica con stimoli diversi che solletichino la loro creatività e il loro naturale bisogno di imparare.

Questa via di mezzo ai ragazzi piace, si sentono partecipi, mi aiutano a mettere insieme una guida che non li allontani del tutto dal mondo scuola. Del resto credo sia un buon compromesso. Non mi sento ancora pronta nel credere che in tre mesi non dimentichino, che tre mesi siano uno spazio meritato in cui la scuola non deve entrare, che se durante l’anno scolastico hanno lavorato bene e con impegno questo rimanga e sia sufficiente per partire bene a settembre.

i compiti delle vacanze

Al contempo, però, sono anche una ferma sostenitrice dell’importanza delle vacanze estive, della bellezza delle giornate e delle notti spese all’aria aperta, della magia delle amicizie, della forza della libertà ma so anche che l’estate è una parentesi nella vita, non il paese dei balocchi il cui ingresso dura per tutta la vita. Ecco quindi l’importanza di ritagliarsi un piccolo spazio per sistemare quello che durante l’anno scolastico si è tralasciato. È proprio durante l’estate che uno studente dovrebbe prendersi la libertà di autogestirsi e impiegare il tempo per migliorarsi. Diventa quindi più chiara la mia critica ai compiti delle vacanze copia incolla e non pensati. È assurdo che ogni alunno faccia tutto.

Ciascuno di loro ha un suo bisogno.

C’è quello che deve riprendere in mano inglese, chi ancora non conosce i verbi, quello che fatica nella scrittura, chi non sa ancora risolvere le espressioni, quello che riesce in tutto ma odia leggere… il lavoro estivo dovrebbe tenere in considerazione delle necessità degli studenti, dovrebbe aiutarli a migliorarsi per arrivare a settembre con lo spirito giusto per affrontare il nuovo anno scolastico.

i compiti delle vacanze

Spesso questo non accade e le famiglie si trovano a dover gestire liti e prese di posizione contro l’inutilità di questi compiti. Cercate di essere mediatori, genitori, e arrivate al compromesso necessario per il bene dei vostri ragazzi. Avete tra le mani una scheda di valutazione che può aiutarvi se messa insieme alle esperienze vissute durante l’anno scolastico e ai colloqui con gli insegnanti. Sapete bene se i vostri figli hanno avuto uno scivolone durante gli ultimi mesi scolastici. Fate in modo che si concentrino lì e che dedichino un’ora o poco più al giorno a quella materia. Prima dell’inizio della scuola, due settimane prima, concordate con loro un ripasso delle varie discipline o almeno di quelle che somministreranno test d’ingresso.

Il miei consigli. La lettura! Di qualsiasi cosa, di ciò che piace loro, leggere è davvero importante. Un film in famiglia una sera a settimana di cui poi potrete discutere e su cui potrete confrontarvi. Cercare di stare a tavola una sera ogni tanto con la televisione spenta e il cellulare in un’altra stanza e parlate con i vostri ragazzi! Organizzate qualche gita insieme. Guidateli e siate voi i primi che in questi mesi a non dimenticare del tutto la scuola!

Cri cri.
@cri_ppi

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