Invicta: storia di uno zaino | Giustacchini

Invicta: storia di uno zaino

Come arriva Settembre e si avvicina l’inizio della scuola, i ragazzi devono iniziare a pensare a tutto l’occorrente. Diari, astucci, penne, matite e chi più ne ha più ne metta. Nessuna scelta, però, è mai stata tanto complicata come quella dello zaino.

Certo, quando andiamo alle elementari è tutto piuttosto semplice. C’è chi ama la Barbie, chi Peppa Pig, chi gli Avengers e così si orienta la scelta in base al personaggio preferito o al cartone animato più bello. Nessuno ti giudica, ognuno ha i suoi gusti.

zaini invicta per bambini

Magari qualcuno potrà sostenere che Iron Man sia il migliore tra gli Avengers; chi invece sosterrà che Thor è il più forte, perché, insomma, lui è un Dio.
A prescindere da questi piccoli battibecchi da “Io sono Elsa!”, “No! Olaf non lo voglio fare, voglio essere una principessa!”, nessuno si preoccupa troppo dello zainetto.

Con l’arrivo nel mondo delle medie o delle superiori, tutto cambia. C’è chi vuole quello all’ultima moda, chi vuole fare l’anticonformista e di conseguenza verrebbe a scuola anche con un  sacco di juta, chi invece sceglie la comodità. Insomma, i gusti variano ma ciò che bisogna considerare sempre è che, sia il modaiolo, sia l’anticonformista, sia il pratico saranno comunque sempre preoccupati dai giudizi degli altri perché, si sa, la pubertà è complicata.

zaini invicta per ragazzi

Indipendentemente dalle mode, c’è un brand che nel corso degli anni è sempre riuscito a stare al passo con i tempi e che ha accompagnato generazioni di studenti.

Sto parlando di Invicta, un marchio che (e chi lo sapeva?!) ha una storia lunghissima alle spalle, che risale addirittura al 1906. Vi prego di evitare di immaginare le vostre bisnonne in abiti hipster con zaino Invicta perché non è così. Diciamo che Invicta nel 1906 non era esattamente l’Invicta di oggi. L’evoluzione è stata lenta e graduale e ha attraversato fasi diverse.

Invicta: storia di uno zaino

Il marchio è stato fondato in Inghilterra e inizia con la produzione si sacche e borse. Questa scoperta non credo sorprenda nessuno. Mi avrebbe sorpreso se avessero iniziato producendo sanitari! Ad ogni modo, è nel 1921 a Torino dove nasce il primo laboratorio che inizia a strutturare la produzione di zaini pensati prevalentemente per gli alpinisti (l’ho sempre detto, io, che la scuola è come l’Everest). Nel 1933 iniziano anche le prime pubblicità e nel 1934 Invicta brevetta il moderno marsupio (cosa che avrebbero potuto evitare visto l’uso smodato e poco corretto che viene fatto di questo accessorio).
Nel 1940 Invicta va in guerra. I suoi articoli, infatti, diventano parte degli equipaggiamenti dei soldati. Avendo sempre sviluppato accessori che univano il design alla praticità, Invicta rappresentava la scelta migliore per offrire confort, praticità e leggerezza.

Dopo questi anni difficili, Invicta si butta nel mondo dell’alpinismo e dello sci, creando attrezzatura tecnica di alta qualità. Sempre più atleti scelgono Invicta e la loro fama contagia milioni di persone. Indossando Invicta, infatti, si presentano come testimonial del marchio, pubblicizzandolo.
Così, tra gli anni ’80 e gli anni ’90 Invicta è sulle spalle di tutti, compresi i nostri genitori. Con il passare del tempo, il brand continua ad allinearsi alla moda e ad accompagnare i ragazzi e non solo nel Nuovo Millennio.

invicta per tutti

Questo breve racconto della storia di Invicta che coinvolge più di 110 anni di vita, ha un fascino incredibile. Indossare Invicta, in fin dei conti, è come indossare un pezzo di storia, qualcosa che ti lega al passato.

Indipendentemente dal fatto che il marsupio sia stata una pessima idea (nonostante ora stia tornando di moda), Invicta ha accompagnato gli studenti sin da quando è stato possibile abbandonare cartella e grembiule omologato per tutti.

Infatti, la scelta dello zaino non è difficile perché non i ragazzi non sanno quale vogliono, ma perché in qualche modo lo zaino ha sempre permesso di distinguersi.

A prescindere dal fatto che la moda ultimamente stia creando generazioni di cloni, il colore dello zainetto è una chiara rappresentazione della persona che lo indossava. Okay, magari i jeans sono gli stessi per tutti, le scarpe sono quelle e il taglio di capelli è stato creato in catena di montaggio, ma lo zainetto regala sempre qualche segreto in più.

Nonostante tutti  vogliano lo stesso marchio e lo stesso modello, il colore li distingue. Ed è allora che ti rendi conto del perché la scelta dello zaino sia così importante.

C’è chi ama scriverci, chi ci attacca ciondoli, chi preferisce tenerlo alto sulla schiena e chi invece lo vuole sotto il sedere, c’è chi lo lascia sporco fin quasi al limite di un intervento ASL e chi invece lo vuole sempre lavato e profumato. Insomma, lo zaino racconta un po’ la storia della nostra esperienza scolastica  e porta con orgoglio le cicatrici di anni di studio e sofferenza.

Per questo motivo la storia di Invicta è così sorprendente, perché essa racconta la storia delle generazioni di persone che l’hanno indossato.

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