Le vacanze | Giustacchini

Le vacanze

Mi chiamo Cristina, anche se nessuno usa il mio nome per intero, lo abbreviano per comodità, per il suono, perché Cri, Cricri o Piccola Cri mi rappresentano di più.

Facciamo che per voi sarò Cricri. Di professione insegnante o meglio prof. di Ita, Storia e Geo principalmente, ma posso insegnare anche Storia dell’Arte e Latino, anche se con questo ho qualche problema che mi porto dietro dal tempo del liceo.

Quando mi sono iscritta all’università desideravo crescere per poter scrivere su una rivista di architettura e design, occuparmi d’arte in tutte le sue forme. Poi un giorno ho ricevuto la chiamata di una scuola per una supplenza e ho accettato, studiavo ancora. Perché? Mi piacciono le sfide e non sopporto i dubbi, volevo dimostrare che la risposta che urlavo al mondo: “Io non insegnerò mai ai ragazzini” fosse vera, ma non è andata così.

Mi sono innamorata della scuola, delle ore che corrono troppo veloci, dei problemi dei ragazzi. Ho iniziato a capire che questa relazione funzionava, rispondevano positivamente, crescevano, imparavano ma la cosa pazzesca è che tutto questo era biunivoco, questo lavoro mi faceva stare bene. Praticamente, se conto anche la scuola materna, sono 31 anni che frequento la scuola!

Non immaginatemi seduta dietro a una cattedra, con il sorriso spento e la gonna al ginocchio. Solitamente sto in piedi, giro tra i banchi, butto un occhio a quello che fanno i ragazzi, ritiro cellulari, controllo che tengano il passo e intanto recito, quello che so, quello che ho letto, quello che ho visto e ascolto quello che loro sono. Perché credetemi, tra i banchi come tra le mura di casa, dai ragazzi si può imparare ogni giorno un sacco.

Come far fare i compiti estivi ©Cristina Facchetti

Poi è arrivata questa proposta, parleremo insieme di scuola, ve la racconterò. Ho accettato, nonostante sia estate e la campanella non suoni più, perché mi manca alzarmi la mattina, uscire scompigliata con un caffè e i libri sotto il braccio e cercare di fare quello che mi riesce meglio. Non amo solo la scuola ma anche l’estate, è da sempre la mia stagione preferita. Non sopporto il freddo, le giornate brevi, la luce vitrea. Preferisco il sole, l’aria calda, il cielo azzurro. Ai maglioni, sciarpe e cuffie prediligo pantaloncini, magliettine leggere e i piedi scalzi.

L’estate è una pausa dal lavoro, è un momento tutto per me in cui poter riguardare l’anno scolastico e fare bilanci, tenere tutto il positivo e buttare ma soprattutto migliorare quello che non va.

Anche per voi e per i ragazzi credo sia più o meno lo stesso. A volte però questa pausa pare essere infinita, anche se in realtà siamo alla fine di Luglio.

Come far fare i compiti estivi ©Cristina Facchetti

Cosa fare allora di queste giornate calde e svincolate da fitti calendari? L’estate ha una serie di sinonimi che il vocabolario non riporta: amicizie, stare svegli fino a tardi, amori, spensieratezza, libertà. Credo che meritato o di consolazione sia un premio che spetti a ogni alunno. Certo che di contro spesso le famiglie vorrebbero vedere il tempo impegnato in cose più concrete. Questo solitamente è il fronte su cui si combatte la battaglia estiva. Ancora ricordo mia madre e la cadenza fredda con cui ripeteva:

“Hai fatto i compiti? Prendi in mano un libro. Ripassa. Approfondisci. Non fai nulla in tutto il giorno”

Il problema è che il nulla di un adulto non è quello di un ragazzo. Serve dunque una linea di incontro neutra. Perché non provare a rendere l’idea di impiegare il tempo facendo qualcosa di accattivante? Ma come?

Partiamo dallo scoglio della lettura. È un problema comune a molte famiglie e a molti insegnanti. I ragazzi non leggono, si ripete spesso. Dalla mia esperienza ho capito una cosa, semplice. Via le imposizioni, non portano a nulla. La lettura deve diventare una passione, cercate di invogliare i ragazzi partendo da ciò che interessa loro. Va bene tutto, un blog, articoli in rete, testi di canzoni, riviste, gli ingredienti della merenda. È un inizio, solo dopo arriva il libro e la lettura intima.
Chiedete poi cosa hanno letto, confrontatevi e stimolateli facendovi raccontare il loro pensiero. Avrete così nuovi argomenti di piacevole discussione, in cui loro si sentiranno parte attiva e sono certa che questo momento li porterà ad avere voglia di insegnarvi qualcosa.
Domanda retorica, ma non troppo? Voi leggete? Fate in modo che questo esperimento coinvolga anche voi adulti, spesso le scuse che mettono in campo i ragazzi sono che noi grandi non facciamo mai ciò che invece chiediamo.

Un altro aspetto importante e utile per tenerli impegnati è l’ambito delle lingue straniere. Qui diventa forse tutto più facile. Penso all’inglese che è tangente a tutti. Accettate l’idea dei film, delle serie televisive in lingua e dell’aiuto dei sottotitoli. Sono un ottimo inizio, si memorizzano frasi, si migliora la pronuncia e si impara divertendosi. Potete inventare la serata Divano&PopCorn, in casa mia si fa da tempo e credetemi funziona, pure il mio inglese è migliorato! Anche questo vi permetterà di trascorrere del tempo insieme.

Ultima cosa, fate una riflessione su quelle che sono state le difficoltà e le debolezze dell’anno scolastico. Formule di matematica, regole di geometria, tabelle di biologia, grammatica proponete di fissare sul muro quello che deve essere imparato nuovamente. Lasciate che i concetti vengano incisi su dei cartelloni nelle loro stanze. Saranno lì, non solo esposti alla polvere, ma anche ai loro occhi. Mentre staranno al telefono, ascolteranno la musica, decideranno come vestirsi fotograferanno quelle cose noiose, spesso la memoria visiva salva!

Infine lasciateli respirare, fate in modo che si nutrano di sole, aria calda, notti stellate e vita. Anche questa è scuola e una dose di ricarica positiva che li farà arrivare a Settembre abbronzati e pronti per affrontare l’inverno con il sapore dell’estate addosso.

Come far fare i compiti estivi ©Cristina Facchetti

 

Cri cri.
@cri_ppi

Lascia un commento

Non perderti nessuna novità!

* Acconsento al trattamento dei miei dati personali per scopi promozionali, commerciali, marketing e proposte di vendita diretta, come illustrato nell'informativa sulla privacy