Leonardo: genio sospeso tra passato e futuro | Giustacchini

Leonardo: genio sospeso tra passato e futuro

Il prossimo anno ha già nella sua agenda un evento di tutto rispetto e che attrarrà gente da tutto il mondo.

Sarà proprio il 2019 a rappresentare il 500° anniversario della morte del solo e unico Leonardo.

Non mi sto riferendo a quel bel ragazzino che a braccia aperte urlava “Sono il re del mondo!” dalla prua del più famoso transatlantico della storia, bensì a qualcuno di un tantino più significativo (senza nulla togliere a Di Caprio).

Esatto! Mi riferisco al magnifico Leonardo da Vinci. Il grande maestro che tutti noi conosciamo (almeno mi auguro) è tra i rappresentanti d’eccellenza dell’arte italiana, arte che il mondo intero ci invidia. Non a caso al Louvre, una delle opere maggiormente fotografate è proprio la Gioconda, tra le più conosciute ma non necessariamente la più emblematica.

Vi starete chiedendo: okay, interessante, ma perché dedicarne un articolo qua sul Giustacchini Lab?

Bene, vi risponderò anche se prima dobbiamo fare un piccolo excursus sulla vita del nostro amico Leonardo e su una delle sue invenzioni in particolare.

Leonardo da Vinci fu un uomo dall’ingegno smisurato e si dedicò, nel corso della sua vita, all’arte, alla scienza e all’architettura in egual misura. Insomma, Leonardo non aveva mai un momento libero e sicuramente non si rilassava guardando stupidi spettacolini trash a teatro. No! Leonardo dedicò la sua intera vita allo studio, all’approfondimento e all’analisi di moltissimi aspetti dell’anatomia e della scienza, progettando addirittura il primo prototipo di elicottero e aereo.

La sua immaginazione volava decisamente in alto e le cose da scoprire non erano mai abbastanza. Un ingegno che però ha trovato anche il tempo di dedicarsi al bello, tramite la realizzazione di disegni, opere e affreschi che ancora oggi lasciano il mondo a bocca aperta.

Diversamente da noi, troppo concentrati a spappolarci il cervello con gli smartphone, ad ascoltare opinioni non approfondite e poco fondate e a idolatrare piccole comete di idiozia che la televisione ci propina quotidianamente, Leonardo guardava al cielo e alla terra in egual misura cercando quello che poteva essere scoperto nel primo e esaltando la bellezza del secondo.

Un uomo di scienza e di arte che mescolò le due discipline realizzando disegni di anatomia che erano da soli piccole opere di perfezione. Ed è proprio da questi disegni che voglio partire.

disegni anatomia leonardo da vinci

Come li realizzava? Quale strumento utilizzava?
Insomma anche Leonardo avrà avuto la sua Bic portafortuna come noi agli esami. Bene, diciamo che era qualcosa di più complesso. Da Vinci, così come molti altri grandi dell’epoca, non poteva utilizzare la semplice matita che conosciamo noi oggi, poiché di fatto ancora non esisteva. Ma ve lo immaginate?

Insomma la classica HB non poteva rappresentare un aiuto al maestro che doveva affinare ancor più l’ingegno. Infatti, al tempo, venivano utilizzati particolari punzoni metallici in argento, rinominati silverpoint. Questo supporto non poteva, però, funzionare su semplice carta o pergamena. Serviva, infatti, che essa venisse lavorata e mescolata attraverso misture collose che consentivano allo strumento di scrittura di imprimere la propria traccia. Difficile no?!

Leonardo da Vinci fu, tra gli artisti, colui che maggiormente usò questa tecnica di disegno, arrivando addirittura ad ideare una mistura particolare che consentisse maggior scorrevolezza e linearità.

Dal sedicesimo secolo in poi, con la scoperta della grafite, questa tecnica venne abbandonata ma mai dimenticata grazie alla purezza delle linee realizzate dai grandi maestri.
Per sottolineare la grandezza di questa tecnica e la grandezza di uno degli uomini che la utilizzò, Pininfarina Segno attraverso uno studio sviluppato all’interno degli istituti universitari italiani, ha realizzato un nuovo supporto di scrittura che prende spunto dal passato con tutte le caratteristiche e i ritrovati del futuro.

Il silverpoint si è trasformato così in ethergraf, nome che è stato dato alla lega di metalli che compone la punta degli strumenti Signature Pininfarina. Ethergraf recupera il principio funzionante del silverpoint che si manifesta nell’ossidazione della carta al contatto con la punta metallica, con la scorrevolezza e la precisione che solo uno strumento del futuro può avere.

Insomma, Leonardo ritorna con forza e a 500 anni dalla sua morte il suo genio rimane intoccabile. Non solo. Leonardo, o meglio l’idea alla base del silverpoint, è andata anche nello spazio.
Pininfarina Segno, infatti, ha creato una nuova linea chiamata “Space realizzata in magnesio con punta in ethergraf che è stata portata da Nespoli nello stazione spaziale italiana, dimostrando come la punta di Leonardo da Vinci possa scrivere anche in condizioni di micro gravità.
Alla fine il volo che Leonardo tanto sognava lo ha spiccato davvero!

space pininfarina

Il nostro caro Leonardo ci aveva visto lungo, anzi lunghissimo. Possiamo addirittura immaginarcelo nel paradiso delle celebrità a guardare noi poveri umani pensando “beh ma cosa vi aspettavate?!

Hai ragione caro Leo, ma ormai qua tutto è dato per scontato. Voliamo su aeroplani che impiegano poche ore a fare l’intero giro del globo, senza pensare che fino a poco tempo era quasi impensabile. Scriviamo in collegamento diretto tramite i nostri cellulari e comunichiamo alla velocità della luce e dimentichiamo che una volta si aspettavano mesi prima che una lettera giungesse a destinazione.

Le scoperte hanno cambiato la nostra vita, a volte in meglio a volte in peggio, però bisogna render conto a questi uomini, uomini come Leonardo, che con la loro fantasia senza confini non hanno posto limiti al desiderio umano di scoperta, concedendo ai posteri la possibilità di spingersi sempre un passo più avanti.

Cos’è il genio se non equilibrio sul bordo dell’impossibile?
(Norman Mailer)

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