L'importante è che l'equinozio di primavera non se ne vada troppo in giro! | Giustacchini

L’importante è che l’equinozio di primavera non se ne vada troppo in giro!

Ci sono cose, oggetti, che fanno parte della nostra vita di tutti i giorni, che sono davvero particolari!

Appena smettiamo di darli per scontati e cambiamo il nostro modo di porci di fronte ad essi scopriamo che non lo sono affatto ma che, anzi, nascondono tantissimi misteri e particolarità.
Volevamo scrivere un articolo sulla storia del Calendario ma abbiamo pensato che, a parte a qualche personaggio fissato con la storia e le date (tipo me) questo articolo avrebbe annoiato parecchio, quindi Signori e Signore… ecco a voi alcune pilloline riguardanti questo oggetto tanto diffuso quanto misterioso e imperfetto (insomma è uno di noi!).

1. Ogni anno comune (cioè non bisestile) termina con lo stesso giorno della settimana col quale inizia (ad esempio, se il 1° Gennaio è Domenica, anche il 31 Dicembre dello stesso anno è Domenica).

2. Dal 1972 la misurazione del tempo è stata ufficialmente abbinata al numero di oscillazioni atomiche del cesio, che vibra precisamente al ritmo di 9.192.631.770 oscillazioni al secondo. La durata media ufficiale dell’anno è dunque di circa 290.091.200.500.000.000 oscillazioni di cesio, equivalenti a 365,242199 giorni. Poiché però la Terra non è così precisa nei suoi movimenti, l’orologio pilota dell’Osservatorio navale degli Stati Uniti, che misura il Coordinated Universal Time, deve essere continuamente ricalibrato quasi ogni anno, in genere con l’aggiunta di qualche secondo, per stare per l’appunto al passo degli effettivi (imprecisi) movimenti della Terra. (We love movimenti imprecisi!)

Osservatorio Navale degli Stati Uniti

3. L’anno solare è il periodo di tempo compreso fra due passaggi successivi del Sole all’equinozio di Primavera (misura dunque il periodo di tempo intercorrente tra l’inizio della Primavera e l’inizio della Primavera successiva), e ha una durata nientepopodimeno di: 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi!

4. L’anno civile è quindi diverso da quello solare e questo ha creato a tutti gli effetti un sacco da fare… perché se l’anno civile non marciasse di pari passo con l’anno solare, si avrebbe uno spostamento delle stagioni nell’arco dell’anno, per cui, ad esempio, l’equinozio di Primavera finirebbe per scivolare, col tempo, dal 21 Marzo ad Aprile, poi in Maggio, in Giugno, ecc.

5. Negli anni si sono susseguite diverse peripezie per evitare che l’equinozio di Primavera finisca a Natale. Fu Giulio Cesare che, nel 46 a.C., dopo aver assegnato la durata di 445 giorni all’anno 708 di Roma (46 a.C.), definì ultimus annus confusionis, stabilì che la durata dell’anno sarebbe stata di 365 giorni, e che ogni quattro anni si sarebbe dovuto intercalare un giorno complementare. L’anno di 366 giorni fu detto bisestile! Purtroppo, già nel 44 a.C., subito dopo la morte di Cesare, si iniziò a commettere errori, inserendo un anno bisestile ogni tre anziché ogni quattro anni… mai ‘na gioia insomma!

6. Per la serie “ritenta e sarai più fortunato”, nel 1582 papa Gregorio XIII, stabilì che dovessero essere comuni (anziché bisestili) quegli anni secolari che non fossero divisibili per 400. Quindi, in definitiva, rimangono bisestili tutti gli anni non terminanti con due zeri e divisibili per 4, e quegli anni terminanti con due zeri ma divisibili per 400. Dalla data della riforma ad oggi, dunque, fu bisestile l’anno 1600, non lo furono gli anni secolari 1700, 1800 e 1900, mentre lo è il 2000.

7. La differenza fra il calendario gregoriano e quello giuliano è che il primo conta solo 97 anni bisestili nel corso di 400 anni, anziché 100 anni bisestili, come invece fa il secondo. Ciò significa anche che ogni 400 anni vi sono 97 giorni che si aggiungono ai 365 di ogni anno comune; e siccome 97 giorni equivalgono a 97 x 24 x 60 x 60 = 8.380.800 secondi, dividendo questa cifra per 400 abbiamo una media annua di 20.952 secondi, equivalenti a 5 ore, 49 minuti primi e 12 secondi. Quindi l’anno civile medio risulta di 365 giorni, 5 ore, 49 minuti e 12 secondi, con una differenza per eccesso di soli 26-27 secondi da quello solare. Ciò comporta la differenza di un giorno dopo circa 30 secoli, o meglio, di tre giorni ogni 10.000 anni. (faccina con occhi sbarrati)

8. Il giorno della settimana del 29 Febbraio (quando, ovviamente, l’anno è bisestile) è sempre anticipato di due giorni rispetto al 29 febbraio di quattro anni prima. Da questo consegue che il 29 febbraio cade in domenica, come pure in lunedì, martedì, ecc., una sola volta ogni 28 anni. Il che lo rende perfetto per organizzare i pranzi dalla suocera…

9. Un anno bisestile si ripete dunque interamente nella stessa sequenza giorno del mese-giorno della settimana solo dopo 28 anni (ad es. il 1972 è uguale al 2000). Incredibile!

10. Il 29 Febbraio cade nello stesso giorno della settimana in cui cade il 1° Febbraio (se, ad esempio, il 1° Febbraio è Sabato anche il 29 Febbraio è Sabato, e in questo caso i Sabati di Febbraio risultano essere cinque). Dunque il mese di Febbraio ha cinque sabati (come pure cinque Domeniche, ecc.) una volta ogni 28 anni.

11. A partire dagli anni ‘30 La Ditta Giustacchini ha iniziato a regalare ai clienti più affezionati, calendari storici variamente illustrati. Questa tradizione, che dura ancora oggi, porta nelle case di tutti questo oggetto un po’ magico e un po’ sacro che ci aiuta a ricordarci del tempo che passa veloce ma che in fondo l’imperfezione è di moda da sempre!
Ps. una piccola anteprima del Calendario Giustacchini 2018, prestissssimo in tutti i nostri negozi!

Calendario Giustacchini 2018

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