Nelle terre selvagge dei preparativi da viaggio | Giustacchini

Nelle terre selvagge dei preparativi da viaggio

Affrontare il tema vacanze è sempre problematico. Da un lato c’è la voglia di partire e l’entusiasmo di vedere posti nuovi, dall’altro un normale nervosismo che a volte eccede in pura psicopatia da pre-partenza.

La valigia, lo sappiamo, è sempre un trauma. Non solo bisogna organizzare l’occorrente al suo interno (se siete donne, per occorrente si intende un buon tre quarti del nostro armadio) ma anche organizzarsi tra mille impegni da gestire prima della partenza. C’è chi corre in farmacia perché “non si sa mai”, chi vola dall’estetista (nonostante abbia in programma un viaggio in solitaria in Finlandia) perché “non si sa mai” e c’è invece chi disperatamente cerca di buttare in valigia un giubbino invernale (nonostante le vacanze prenotate a Santorini) perché “non si sa mai”.

Insomma il “non si sa mai” accomuna un po’ tutti.

Nel marasma che è la partenza anche un oggetto di casa spesso ignorato, bistrattato e insultato costantemente assume un ruolo chiave. Sì, sto parlando della bilancia. Lei che in bagno osserva tutti i tuoi movimenti, lei che ti guarda tutte le mattine e ti ricorda costantemente che non ci sali dal cenone di natale del ’96, si trasforma all’improvviso nell’oggetto più importante di tutta la tua vacanza. Infatti, la pesata della valigia ormai rappresenta un must per chiunque viaggi in economy.

Ogni compagnia aerea ha il suo regolamento che oscilla tra i 15 e i 23 kg massimo di bagaglio.

È nel momento della pesatura che il “non si sa mai” si trasforma in “questo forse non mi serve”.

Tra un insulto alla bilancia, un insulto all’amica che si siede sulla valigia per farla chiudere e infine la sconcertante scoperta che sì, forse il piumino a Santorini non serve, chiudi il bagaglio e parti lasciando a casa qualsiasi cosa, dalle calze al pigiama.

Il viaggio e l’organizzazione della partenza manifesta ancora di più la differenza tra uomini e donne, così come i modi di viaggiare delle persone. Vediamone alcuni:

Il viaggio romantico a Parigi

Cosa c’è di più romantico di Parigi? Meta per eccellenza delle coppiette, prevede una preparazione importante, sebbene si tratti magari solo di un week end.

Lei e Lui, coppia felice, rischiano di lasciarsi solo per l’organizzazione di questo viaggio.
Lui
prende tutto sottogamba, mette in valigia tre magliette, due paia di jeans, tre paia di calzini, tre paia di mutande e si porta solo un paio di scarpe. L’aggiunta della camicia perché “non si sa mai” viene fatta solo sotto pressione e su insistenza di Lei.

Infatti, Lei corre in giro per casa come un gatto indemoniato cercando di inserire nel trolley il phon, la piastra e metà del guardaroba che spazia dall’estivo all’invernale senza una logica precisa. Lei urlando e sbraitando non riesce a chiudere il trolley e così Lui cede gentilmente metà della sua valigia inutilizzata per quelle tre paia di scarpe in più che Lei non riesce a far stare nel suo bagaglio. Lui, per nulla preoccupato, si avvia alla partenza con la baldanza classica degli uomini che sanno di avere dietro il necessario senza aver dimenticato nulla. Lui, infatti, non si preoccupa dei medicinali e guarda caso sarà sempre Lui ad ammalarsi in vacanza, arrivando a ringraziare per la prima volta il cielo che la sua Lei si sia ricordata della Tachipirina (melodrammatici!)

La partenza arriva e, muovendosi con tranquillità, la coppia arriva al controllo bagagli.
Sono sereni:
Lei ha portato tutto,
Lui non si dimentica mai niente.

Ed ecco… una coppia felice che va in vacanza, quando all’improvviso… BIIIP. Lui suona al controllo perché in tasca ha più monete di un distributore automatico e mentre Lei ride di questo, scopre che la borsetta che porta con sé e che ha le dimensioni di un piccolo elefante deve essere inserita nel trolley, quel trolley che rimane chiuso per un miracolo divino.

E dopo un tira e molla, con Lei che indossa tre quarti della sua valigia, i nostri due eroi sono pronti a godersi la meritata vacanza.

Interrail con gli amici

L’Interrail è un’esperienza incredibile, faticosa e di grande spirito di adattamento. Questo tipo di viaggio prevede sonno arretrato, piedi doloranti e un non ben precisato numero di ostelli nel mentre. Insomma, non tutti sono adatti all’interrail.
Lo zaino in spalla è necessario, così come il sacco a pelo. In breve, ogni tuo effetto personale deve poter stare dentro uno zainetto. Quando ingenuamente ho chiesto cosa comportasse l’interrail, per quanto affascinata dalle mete e dall’avventura, ho rischiato un piccolo mancamento nel sapere che negli ostelli spesso il bagno si condivide con un intero piano. Decisa a non farmi ostacolare da questo, avviso i miei che sarei partita.

Prima però necessitavo di una prova pratica del confezionamento valigia. Così comincio a inserire il NECESSARIO nello zaino. Vestiti, spazzolino, scarpe da ginnastica… trucchi, piastra, crema idratante, balsamo. Non si chiude.
Ritento.

Okay, posso farcela.
Solo il necessario. Jeans, scarpe, maglietta, felpa… un giubbino più pesante, due sciarpe, tre maglioni, un altro paio di scarpe. Niente non si chiude.
Chiamo uno degli amici che parte con me.
Lo avviso di questo inspiegabile restringimento dello zaino e mi fa notare che forse i maglioni in più non servono. Nello zaino bastano due paia di jeans e tre magliette.
Confortata dalle sue parole ci riprovo.
Niente.

Arriva il giorno della partenza.
Carico il mio zainetto sulle spalle e mi dirigo verso la stazione. Binario uno, son tutti lì. Abbraccio gli amici e finalmente il treno si allontana. Dalla banchina li saluto con il fazzoletto e con il mio zainetto torno alla macchina e a casa.

L’ho detto che l’interrail non fa per tutti!

Vacanza in famiglia

Eccoci qui. Vacanza in famiglia. Quel genere di vacanza che unisce i problemi di Lui e i problemi di Lei, uniti ai problemi del mini-Lui e della mini-Lei. Se l’organizzazione del week end romantico è un’equazione, la vacanza in famiglia è la teoria della relatività. In breve, affascinante, bella, geniale e con un alto livello di complessità.
Che la meta sia mare o città d’arte non importa, perché la partenza si svolgerà allo stesso identico modo. Lui è davanti alla macchina e guarda con aria sconfortata il bagagliaio. Era convinto di aver preso la monovolume perfetta, grande e spaziosa. Ora, però, sembra una Smart. Sta cercando di capire come organizzare il caos delle cose che devono essere portate, dal peluche a grandezza naturale di Winnie the Pooh al super liquidator che sembra un bazooka da combattimento.
Ma Lui è pronto, organizzato e con un asso nella manica. Lui è cresciuto con Tetris! Può farcela.

Piano piano inserisce tutto nel baule, lo chiude e miracolosamente resta chiuso. Sono pronti, possono partire basta solo caricare i bambini. Oddio… I bambini!
Con calma e sangue freddo i due coniugi si dividono i compiti: Lui si occupa del piccolo, Lei della piccola. In pochi secondi Lei riesce a posizionare la bimba nel seggiolino apposito legandola in tutta sicurezza. Lui osserva la scena e poi si gira a guardare quel piccolo amorevole demonio che è suo figlio. Cerca di non avere paura, perché il bimbo sente la paura e ne approfitta. E tra un inseguimento, urla, i getti del giardino che partono senza un motivo e quelle tre ore di ritardo sulla tabella di marcia, anche il bimbo è nel seggiolino, legato con una sorta di camicia di forza.
Tutto pronto. Si parte. Non sembra vero e infatti… a un passo dall’autostrada Lei grida. La nonna!

Insomma, i modi di viaggiare sono tanti, le cose da portare troppe e le persone che partono con te spesso ingombranti più dei bagagli. Nonostante questo, viaggiare con serenità a volte si può e che sia per gli acquisti dell’ultimo minuto o dell’intero set da viaggio che manca, da Giustacchini potrete trovare tutto l’occorrente.
Quindi cosa aspettate?! Le vacanze non devono essere un trauma e se passate da noi un aiuto ve lo possiamo dare anche noi!

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