SCHNEIDER: storia di un’azienda | Giustacchini

SCHNEIDER: storia di un’azienda

Davanti a un foglio bianco chiunque si spaventa. Da bambini e da ragazzi c’è il terrore per i compiti in classe. Distese di fogli con domande alle quali non sai se sarai in grado di dare una risposta, fogli protocollo che aspettano solo che tu li riempia, test a crocette che non prevedono l’aiuto del pubblico. Da adulti questa paura si può presentare davanti ai documenti che ti caratterizzano come “persona grande”, quelli che prevedono dieci firme e sigle nemmeno fossi un amministratore delegato.

Eppure il foglio bianco paralizza sempre, che sia per dieci minuti o per giorni.

Per questo motivo non si dovrebbe mai sottovalutare lo strumento di scrittura che si utilizza. È vero, oggi siamo nell’era digitale ma la penna resta ancora un must have.

schneider

Una delle aziende che ha fatto della scrittura la propria ragione d’esistenza è Schneider.
Nata nel 1938, Schneider era specializzata nel settore manifatturiero, affrontando un momento di grossa difficoltà durante la guerra. Il periodo dal 1940 al 1945 non ha portato con sé solo brutti momenti, infatti dall’America arriva una grande innovazione: la possibilità di trasferire l’inchiostro dal refill alla carta tramite una piccola sfera rotante.
Questa nuova tecnologia ispirò uno dei co-fondatori, Christian Schneider. Da questo momento in poi l’azienda si sarebbe dedicata alla produzione di refill.

Se un foglio bianco oggi spaventa, a quel tempo era uno dei beni di più difficile reperibilità. Sviluppare un’idea innovativa e proporla in un momento in cui le persone cominciavano a ritrovare il desiderio di scrivere e raccontare ha permesso a Schneider di rispondere a una necessità importante. L’idea era stata concepita ma serviranno due anni per svilupparla, attraverso test e continui miglioramenti.

Il refill giusto per ogni penna”, questo il motto.

Dal 1951 la produzione si amplia e Schneider inizia a diventare fornitore a livello nazionale, anche attraverso l’ideazione delle prime campagne pubblicitarie. Grazie anche alla spinta propulsiva della ripresa economica post-bellica, Schneider cavalca l’onda e nel 1957 la produzione raggiunge quantità impressionanti.

Gli anni passano, la produzione si specializza ma gli ideali fondanti dell’azienda restano gli stessi, anzi si ampliano.

Attraverso contatti con altre compagnie del settore, Schneider vuole occupare il suo posto ingrandendosi e acquistando nel 1991 l’azienda tedesca Heiko, esperta nella produzione di penne stilografiche.

schenider stilografiche

Un amore per la scrittura che si trascina nel tempo, rispondendo non solo alle esigenze di un mondo che sta continuamente cambiando ma anche cercando di crescere nel desiderio di continuo miglioramento. Oggi Schneider arriva a possedere ben 3 stabilimenti in Germania con oltre 600 collaboratori e più di 100 modelli diversi e varianti. L’idea di creare il refill giusto per ogni penna è stata realizzata arrivando ad esportare in oltre 130 paesi.

Schneider, oltre a una storia lunga e ricca di avvenimenti, si interessa anche allo sviluppo di corporate social responsibility, dimostrando un interesse attivo non solo per la crescita aziendale ma anche per la responsabilità che questa crescita porta con sé. Essendo nati vicino alla famosa Foresta Nera, una dei loro impegni è quello di essere parte attiva della comunità cercando di far collimare la loro politica aziendale con la tutela ambientale.

Voi penserete: ma perché mi deve interessare la politica aziendale se devo comprare una penna?

In un mondo in cui l’ambiente sta chiedendo fortemente aiuto dopo lo sfruttamento intensivo che ha subito, è interessante vedere come un’azienda possa impegnarsi attivamente e nel suo piccolo cercare di rendere il suo desiderio di ampliarsi e crescere il meno impattante possibile sull’ambiente.

Nel 1998 Schneider è stata tra le prime ad avere certificazione EMAS, installando pannelli solari nel loro stabilimento. Non solo, il riciclo e la scelta dei materiali più adatti è parte integrante della filosofia Schneider.

Partendo dal dopoguerra sino a oggi, l’evoluzione dell’azienda è stata notevole, così come la loro gamma di prodotti. A partire dall’innovazione del meccanismo della sfera rotante, Schneider è riuscito sempre a rimanere al passo con i tempi, sino alla nuova linea presentata quest’anno: Line-up. Si tratta di un pennarello a punta finissima che vanta 30 colori disponibili. Un intero arcobaleno nell’astuccio! La precisione di scrittura è quella che da sempre caratterizza Schneider, unita al suo impegno ecologico. Infatti, questo articolo è interamente realizzato con una plastica biodegradabile.

lineup

E chi lo sapeva che c’era così tanto dietro alla produzione di una penna? È proprio vero il loro motto secondo cui “una penna non è mai solo una penna”. Certo forse non dovremmo pensare a questo mentre facciamo un compito in classe o firmiamo documenti importanti anche perché francamente aggiungerebbe più pressione e stress. Ciò non toglie che sia estremamente interessante conoscere ciò che sta alle spalle di un articolo che spesso acquistiamo senza pensare.

Quando entrerete da Giustacchini per acquistare gli articoli scuola per i vostri figli, gli accessori ufficio per le vostre aziende o semplicemente quello che vi manca in casa, dirigetevi verso gli articoli di cancelleria e date un’occhiata all’esposizione Schneider, magari facendo una piccola riflessione su quanto vi ho raccontato. Non dico che dobbiate fissare intensamente le penne e commuovervi ma è interessante conoscere una realtà come quella di Schneider e rendersi conto di quello che si sta acquistando, consapevolmente e nel rispetto anche della tutela ambientale.

È vero come ho detto al principio, un foglio bianco spaventa ma con lo strumento di scrittura giusto si può vedere il foglio per quello che è: possibilità.

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