Un anno a scuola, lontano da casa | Giustacchini

Un anno a scuola, lontano da casa

Iniziamo l’anno con un articolo davvero speciale: questo mese ho deciso di raccontarvi un’esperienza attraverso le parole di una persona fantastica. Il nostro appuntamento sarà un’intervista a una ragazza speciale che fin da piccola ha sempre amato imparare e arricchirsi anche attraverso la scuola e le opportunità legate a questo mondo. Ci terrà compagnia Ilaria e la sua prima esperienza di studio all’estero.

Ilaria, quando più o meno aveva diciassette anni, ha deciso di frequentare l’anno scolastico lontano da casa, in una città e in una scuola nuova.

È partita per Londra e ha messo alla prova sé stessa, crescendo e acquisendo nuove abilità e competenze che hanno fatto di lei una studentessa modello.

Lo scorso Maggio si è laureata in Bocconi dove ha seguito un corso in Economia per arte, cultura e comunicazione; è poi partita per un’avventura di diversi mesi a Barcellona dove ha lavorato in un’azienda e ora si è finalmente ricongiunta con il suo vero e unico amore: Londra! Sì perché Ilaria ha superato un importante test d’ammissione in una prestigiosa Università a Londra dove segue un master in Innovation Management.

Il motivo per cui ho scelto di chiacchierare con Ilaria è innanzitutto la smisurata stima che nutro per questa ragazza, inoltre credo che la sua esperienza, la sua tenacia, la sua caparbietà e soprattutto la volontà integerrima di questa giovane studentessa possano davvero essere un sano esempio degno di emulazione.
Vi lascio allora la possibilità di conoscere questa bella storia.

Ilaria la prima domanda che vorrai farti è cercare di capire come hai deciso di frequentare un anno di scuola superiore a Londra?
È nato tutto per gioco. All’inizio del terzo anno di liceo linguistico vengo a conoscenza di un evento dedicato alle esperienze di studio all’estero. Incuriosita decido di partecipare poiché sapevo che durante la serata varie agenzie avrebbero presentato le loro offerte formative per gli studenti della scuola superiore. Inizialmente ero interessata alla proposta di Intercultura poiché era l’agenzia più popolare e con il prezzo più agevolato, ma al contempo non annoverava la possibilità di scegliere il luogo in cui si sarebbero svolti i sei mesi o l’anno di studio. Quindi ho deciso di optare per un’agenzia chiamata EF.

Ho sempre pensato di voler passare un anno intero all’estero perché credo che rispetto ai sei mesi l’anno sia un lasso di tempo più completo e il re-inserimento nella mia scuola italiana a metà dell’anno scolastico in corso sarebbe stato un po’ traumatico per me. Quindi con l’appoggio della mia famiglia, in particolare di quel famelico viaggiatore di mio padre che per me è un grande esempio di vita, mi sono informata privatamente e in primavera del mio terzo anno di superiori mi sono recata a Milano per sostenere il test attitudinale, necessario per determinare la mia propensione all’esperienza e il mio livello di inglese. Dopo poco tempo ho scoperto di essere stata accettata e a metà Agosto 2012 sono partita per l’Inghilterra.

In che modo hai scelto la tua nuova scuola e la tua nuova famiglia londinese?
Normalmente le agenzie si incaricano di trovare una famiglia e una scuola compatibili con il tuo profilo personale: in base alle tue preferenze, ai tuoi interessi e così via. Tutte le famiglie sono selezionate e controllate periodicamente, così come le scuole e le città in cui si viene inseriti. Le città non sono mai troppo grandi per evitare pericoli e le scuole sono sempre scuole locali, per cui ci si ritrova completamente immersi nella vita del luogo. L’agenzia, così come le scuole e le famiglie, offrono un supporto costante all’exchange student, che per qualsiasi dubbio può rivolgersi a loro.

Com’era organizzata la tua nuova scuola?
Essendo locale e non dedicata a studenti stranieri, la scuola varia in base al sistema scolastico presente in quel Paese. Nel mio caso era una scuola inglese e funzionava in questo modo: all’inizio dell’anno scolastico si potevano scegliere fino a cinque materie da svolgere durante l’anno, io ne ho scelte due di mio interesse e tre compatibili con quello che sarebbe stato il mio percorso scolastico italiano, in modo da non rimanere del tutto estranea a ciò che stavano studiando i miei compagni in Italia.

Una volta al mese il professore faceva un assessment, ovvero una sorta di esame per verificare le tue conoscenze, che non prevedeva una valutazione, poiché la vera valutazione sarebbe arrivata con l’esame finale a conclusione dell’anno scolastico. I professori erano tutti bravissimi e preparati, la scuola offriva anche sessioni con i tutor per poter avere maggiore supporto, oltre a iniziative e programmi all’avanguardia.

Una volta ritornata nella tua scuola in Italia hai dovuto sostenere esami?
Legalmente chi svolge il programma di un anno all’estero è automaticamente promosso alla quinta superiore nella scuola italiana, ma per verificare le conoscenze dell’alunno e poter assegnare i crediti formativi, i professori svolgono delle interrogazioni al rientro dal Paese straniero sui programmi svolti in Italia durante il quarto anno. Per me non è stato nulla di difficile perché, come già accennato, in Inghilterra avevo scelto appositamente alcune materie compatibili con quelle italiane in modo da non rimanere indietro e “perdere” l’anno.

Consiglieresti ad altri ragazzi un’esperienza simile alla tua?
Consiglio a qualsiasi sedicenne di fare questa esperienza perché è un anno che rimane nel cuore per sempre. Si impara benissimo l’inglese, si conoscono persone fantastiche, si esplorano posti e si entra in contatto con culture diverse. Inoltre si cresce e ci si trasforma improvvisamente in piccoli adulti responsabili.

Tra le cose più importanti che questa esperienza mi ha insegnato (oltre all’inglese e alle nozioni delle materie scolastiche affrontate) al primo posto metto il rispetto per il prossimo, insieme al rispetto per il mondo e per ciò che può offrirci! Inoltre salverei anche l’aspetto del puro e autentico divertimento, in una città magnifica come Londra in cui davvero ti senti parte del mondo!

Il ricordo più bello di questa tua avventura…
Il ricordo più bello di questa esperienza sono sicuramente gli amici, con cui ho condiviso tantissimi momenti, sia felici che dolorosi. Ci siamo supportati tantissimo durante quell’anno, ancora ricordo le serate al parco a ridere e ascoltare musica. Sono momenti che porterò con me per sempre, così come la città di Londra, di cui mi sono innamorata a tal punto da tornarci a vivere!

Ringrazio Ilaria che ci ha dedicato il suo tempo e che ha condiviso con noi la sua storia. Concludo con un sorriso pieno di speranza e soddisfazione, lo stesso sorriso che a volte mi si stampa sul viso quando esco dalle mie classi.

È l’espressione di chi è appagato dal bene che è ancora in grado di fare la scuola.

Quella di Ilaria è una tra le tante esperienze di ragazzi che sicuramente hanno odiato la scuola, hanno trascorso momenti in cui la voglia di studiare calava, hanno collezionato note, richiami, insufficienze. Al contempo quella di Ilaria è la storia di una ragazza che è andata oltre, ha superato i momenti negativi e ha imparato a vivere la scuola come la SUA opportunità.
Ilaria fin da ragazzina ha avuto chiaro il suo obiettivo e per questo ha impiegato il suo tempo per raggiungerlo avvicinandosi giorno dopo giorno alla sua meta.
È l’augurio che faccio a ogni ragazzo e a ogni famiglia, trovate il vostro obiettivo, lottate per i vostri sogni.

Cri cri.
@cri_ppi

Lascia un commento