Valencia toccata e fuga | Giustacchini

Valencia toccata e fuga

Avete ancora qualche giorno di ferie?
Beati voi!

Ormai siamo rientrati quasi tutti dalle vacanze, bambini e ragazzi tra pochi giorni ricominceranno la scuola e noi, che siamo già tornati da qualche po’ alla nostra quotidianità, non vediamo l’ora di proiettarci con la mente alla prossima vacanza.

Io ho imparato a pormi obiettivi di svago vicini a cui pensare quando tutto mi diventa un po’ troppo stretto e che, anche se di un solo giorno, mi alleviano la routine del lungo inverno che ci attende. Solitamente apro un sito di ricerca di voli, inserisco l’aeroporto di partenza più vicino a me e come una pazza metto destinazione “Ovunque” in modo che i risultati della ricerca siano tutte le possibili destinazioni in ordine partendo dalla più economica.
Inutile dirlo, la Spagna è sempre tra i primi posti, così per un week-end veloce ho deciso di catapultarmi a Valencia.
Non so per quale motivo esatto, se ne sente parlare spesso, il nome mi ispirava:

il suono mi dava idea di spensieratezza, leggerezza, sole, mare ma al contempo arte e cultura, insomma la meta perfetta per combinare qualche giretto e un po’ di relax…

Ho fatto una rapida ricerca e subito avevo gli occhi a cuoricino! Di solito è sempre una mezza odissea arrivare dall’aeroporto dove atterrano i voli low cost al centro città in poco tempo, ma soprattutto agevolmente. Invece… sorpresa! Appena usciti dal terminal, anzi direttamente dentro al piano terra, si trova la metro che in 20 minuti ci ha portati fino in centro.
Noi abbiamo deciso di dedicarci 3 giorni, ma se avete poco tempo, un sacco di energie e spirito di adattamento potete pensare di partire il mattino e tornare la sera: vi aspetterà una giornata diversa e fuori ma proprio fuori porta!

Valencia toccata e fuga

Giorno 1:

Siamo arrivati molto presto in compagnia di uno zaino come bagaglio che ci siamo scarrozzati in giro tutto il giorno. Nonostante mi fossi impegnata a prendere lo stretto indispensabile come al solito ho avanzato vestiti!
Consiglio: meglio del peso in meno a spalle che una magliettina carina diversa per ogni sera!

La nostra prima meta è stato il Mercato Centrale: una struttura imponente, luminosissima fatta di vetrate, ferro e ornata con tantissime ceramiche, ceramichine, ceramichette che la rendono piena zeppa di colori. Un mercato che… è molto più di un mercato!

Il mercato di Valencia
Tantissimi banchetti disposti in modo meticoloso che si dividono tra frutta verdura di ogni tipo, carne, pesce freschissimo e una vastissima selezione dei famosi Jamones Serranos. Ho scoperto tipi di frutta di cui ignoravo completamente l’esistenza come il frutto del drago, bellissime palline fuxia fluo che, a dispetto di qualsiasi immaginazione, contengono una morbida polpa bianca puntinata di nero. Non possono che essere bellissimi da vedere!

Il frutto del drago al mercato di Valencia

Senza essercene resi conto lo stomaco chiama, quindi guardiamo l’orologio ed è già ora di pranzo! Ovviamente il ristorante in cui avremmo avuto intenzione di pranzare non era vicinissimo (avremmo dovuto aspettare almeno un’altra ora) quindi decidiamo che un bocadillo con del Jamon Serrano potesse essere l’alternativa perfetta per il nostro caso! Al piano superiore del mercato ci sono tantissimi ristoranti di qualsiasi tipo, avrete solo l’imbarazzo della scelta.

Una volta pranzato usciamo dal mercato e ci dirigiamo al vicinissimo Mercato della seta “la Lonja de la Seda”, il luogo in cui durante l’età d’oro di Valencia faceva da fulcro per le maggiori attività commerciali del paese, e che è stato dichiarato patrimonio dell’UNESCO. Una struttura imponente, altissima che da un lato intimorisce ma che dall’altro affascina e seduce con la sua elegante maestosità di ornamenti. A seconda dal momento è possibile trovare esposizioni artistiche, poiché oggi è sede dell’Accademia Culturale della Città.

Accademia Culturale della Città a Valencia

Dopo un’oretta abbondante usciamo saturi e anche un pochino stanchi! Quindi decidiamo di sentirci liberi di scorrazzare per il centro storico, senza una meta ben precisa ma in cerca di viuzze colorate dai colori caldi e luminosi. Girando a piedi abbiamo raggiunto i principali monumenti della città come Plaza de la Reina, Plaza de la Virgen, la Basilica e la Cattedrale. Su quest’ultima ne ho lette di tutti i colori: da chi dice che qui sia custodito il Sacro Graal a chi ritiene che porti bene alle donne in dolce attesa. La tradizione dice che andrebbe fatto un giro attorno alla cupola per ogni mese di gravidanza affinché il bambino nasca sano e il parto vada bene!

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