Verso la scelta della Scuola Superiore | Giustacchini

Verso la scelta della Scuola Superiore

Dicembre non è solo il mese delle vacanze di Natale. Per i ragazzi che stanno frequentando la classe terza della Scuola Secondaria di Primo Grado è il mese della Scelta. La scelta della scuola in cui di qui a poco dovranno iscriversi, la Scelta di quello che in parte sarà il loro futuro.

È un momento importante in cui i ragazzi arrivano spesso confusi e indecisi ed è per questo che non dobbiamo lasciarli soli. Per scrivervi di questo non posso fare altro che provare un senso di nostalgia per le terze che ho accompagnato e che hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore. È un anno difficile quello della terza media, perdonatemi la volgare abbreviazione ma per comodità in queste righe la chiameremo così.

la scelta della scuola superiore

I ragazzi si sentono grandi ma non lo sono e davvero si trovano a dover affrontare una serie di sfide significative, tutte concentrate che non lasciano loro respiro. Inoltre tutto questo si accompagna anche con il loro mondo, i primi problemi di cuore e di relazione tra gli amici, i compagni e gli adulti. In tutto questo la scuola cerca di dare loro supporto. Gli istituti organizzano infatti un momento che viene chiamato Orientamento. In questo spazio si predispongono a più livelli una serie di attività che hanno lo scopo di aiutare i ragazzi a fare chiarezza in quello che sono le loro abilità, inclinazioni, passioni. Insomma si cerca di far capire agli alunni cosa amano fare.

Solitamente questo compito è affidato principalmente all’insegnante di italiano che, con lavori di gruppo e riflessioni, li guida in questa impresa. Inoltre la scuola somministra dei test attitudinali che permettono agli insegnanti di compilare il famigerato consiglio orientativo, un documento che proprio in questi giorni viene consegnato alle famiglie e che contiene il verdetto, la scuola secondaria di secondo grado in cui i ragazzi, secondo gli insegnanti, dovrebbero iscriversi. Famigerato perché può capitare che si trasformi in uno scontro tra scuola e famiglia, quando questo non corrisponde alle attese dei ragazzi e dei genitori.
È chiaro che il consiglio orientativo non sia una macchia indelebile sul possibile futuro degli alunni ma è una fotografia abbastanza reale di quello che i ragazzi sono nel momento anagrafico in cui la scuola si trova a dover cooperare con loro in una scelta. Accanto a questo ovviamente sono da considerare i sogni e le ambizioni dei ragazzi e non quelli delle famiglie.

Non odiatemi, genitori, ma più di una volta mi sono dovuta scontrare con la volontà di padri e madri di iscrivere i loro figli in una scuola non adatta. Volontà che si basava su sogni, storie famigliari, aspirazioni per costruire un futuro progettato sin dai primi mesi di vita, un futuro non di loro proprietà.

È fondamentale che questa scelta parta dal ragazzo. Inoltre è indispensabile smettere di considerare i percorsi formativi non liceali come scuole di serie B. Come possono allora le famiglie aiutare positivamente i ragazzi e condurli serenamente verso la loro scelta?

la scelta della scuola superiore

Confrontandomi con le famiglie le difficoltà più comuni e frequenti sono queste: “Vuole iscriversi nella stessa scuola dei suoi amici. Non riesce a capire cosa vorrebbe fare nel suo futuro. Teme di non riuscire ad affrontare il carico di lavoro. Non ha idee quindi lo iscrivo al liceo classico”. Per quanto difficile proprio in un momento come questo serve che le famiglie siano ferme e decise. Facciamo chiarezza.

Per prima cosa scegliere una scuola basandosi solo sulle preferenze dei compagni di classe oltre che pericoloso è anche stupido. È chiaro che la classe diventi un ambiente famigliare e rassicurante e che i ragazzi soffrano all’idea di separarsi definitivamente dai loro compagni. Ma una classe li accompagna in un periodo di crescita, non nella vita. Le amicizie negli anni dell’adolescenza sono fondamentali ma è importante che con calma le famiglie guidino i loro figli a raggiungere la consapevolezza che un’amicizia autentica possa andare oltre i banchi di scuola. Inoltre proprio a scuola, entrando in un nuovo gruppo, in una nuova classe, anche se all’inizio con timore e fatica, i ragazzi possono ampliare le loro conoscenze, instaurare nuovi rapporti e crescere. Non di secondaria importanza è l’urgenza di insistere sul fatto che la scuola superiore è una scelta che per molti avrà un’impronta significativa sul futuro che giorno per giorno si costruisce. Quindi è utile essere egoisti e pensare a sé stessi, puntando sulle proprie abilità, sulle proprie preferenze e optando per quella che sarà una decisione positiva e non frustrante.

la scelta della scuola superiore

Non riuscire a rispondere alla domanda: “Cosa vorrei fare da grande?” non è un limite ma uno stato di normalità. Soprattutto a tredici anni è impensabile che un ragazzo sia in grado di rispondere consapevolmente a questa richiesta, eccezioni a parte. Anzi credo che sia una domanda spaventosa che pone il ragazzo in uno stato d’ansia e inadeguatezza.

Il futuro è un sistema lontano, confuso, che odora di vecchio e triste. Gli adolescenti sono tutti concentrati sull’oggi, sulla quotidianità.

In questo però sono assolutamente in grado di capire quali sono le materie in cui riescono meglio e che li soddisfano. Più di una volta ne abbiamo parlato: per i ragazzi è naturale affezionarsi a quello che li fa stare bene, li rassicura. La predisposizione naturale, gli interessi personali possono essere il trampolino di lancio da cui partire per arrivare ad individuare la scuola adatta. Non dico perfetta perché credo non esista un percorso formativo che calzi perfettamente a ogni iscritto. Soprattutto per quanto riguarda la scuola superiore, lo studio dovrebbe diventare un piacere personale. Questo può avvenire se ciò che si affronta corrisponde ai desideri e alle aspettative dei vostri figli. Rendeteli consapevoli del fatto che dovranno impegnarsi e che da sempre imparare non è stato facile. Sicuramente cadranno, arriveranno delle valutazioni non positive, urleranno di voler abbandonare tutto, proprio in questi momenti voi famiglie dovrete essere lì pronte per dare loro il supporto necessario. Portateli agli Open Day, alle giornate che gli Istituti Superiori organizzano per presentarsi, fate in modo che facciano domande e tirino fuori dubbi e insicurezze. Non possiamo pretendere di avere una preferenza senza prima conoscere le parti in gioco.

Infine, ve lo ripeto: non scegliete voi per i vostri figli. Non arrivate a soluzioni di comodo o a compromessi. Potrebbe anche andarvi bene, parlo per personale esperienza, ma comunque potrebbe rimanere sempre un motivo di scontro. Del resto, ogni mattina a scuola non dovrete andarci voi, non sarete voi a preparare verifiche e interrogazioni, non sarete voi a salire i gradini di questi prossimi anni, ma i vostri ragazzi.

Per ultima cosa potreste dover fare i conti con l’insuccesso, le materie rimandate a Settembre, la bocciatura. Si riparte, come in ogni cosa, infondendo fiducia e tranquillità. Può succedere che si sbagli la scelta della scuola, a me è successo con l’Università.

Si perde un anno, si acquisisce un’ulteriore consapevolezza e si riparte più forti di prima.

Cri cri.
@cri_ppi

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